Profil de FlavioIl Circolo d'Oro di Abid...PhotosBlogListesPlus ![]() | Aide |
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11 mars qualcosa di nuovo sul fronte settentrionale Beh improvvisamente ho dovuto subire un innaturale instinto a scrivere. Da diversi giorni, ormai, mi balena in testa una domanda: come potrò tornare a casa e fare finta di nulla? come può il mio mondo tornare quello che era? Non c'è, probabilmente, risposta facile. Cresce la sensazione di impotenza a non potere, forse solo non riuscire, a raccontare ciò che sto vivendo. Ho sviluppato un sentimento di superiore presunzione verso chiunque mi parli della questione irlandese che non sia un addetto ai lavori, che non le abbia vissute quelle storie. Ascoltare per ore le parole di chi ha vissuto fianco a fianco a Bobby sands e agli hungerstrikers. Non riuscire a staccare gli occhi da quelle figure magnetiche. Toccare quelle carte e quelle foto mostrate con timido orgoglio da uomini che la stampa giudica terroristi. Un emozione che,penso, mi porterò fino alla morte e che racconterò sicuramente ai miei figli se mai ne avrò. Una frase mi ha colpito particolarmente. In relazione ai recenti attentati mi è sfuggito un "erano giovani" indicando i soldati uccisi, la risposta; secca,fulminea, tagliente: anche mio fratello era giovane quando fu ucciso dagli inglesi... tutto si apre, un mondo che la gente ha ignorato e continuerà ad ignorare e che pretende di conoscere e poter giudicare. No io non voglio fare quest'errore. Per me non sono terroristi e non lo saranno mai. Come puoi non legittimare l'azione di una donna che ha sulla sua pelle l'odore del ricordo e negli occhi la luce della nostalgia. vite segnate, fin dalla nascita, costellate di lutti volontariamente afflitte da una forza barbara occupante. No, io non dimentico, non posso tornare alla vita monotona italiana, senza quel briciolo di consapevolezza in più. Non sta a noi giudicare, possiamo solo decidere da che parte stare. Ed io sento di avere finalmente gli strumenti per decidere la mia. Passioni fulminee giovanili? può darsi, ma qualcosa è indelebile in me. Questa gente anche se abbandonata, derisa, umiliata nei peggiori modi rialza sempre la testa. E' solo questione di tempo, forse una generazione, forse due, ma qualcuno riuscirà a vedere un Irlanda unita a 32 contee. Più gli inglesi spareranno pallottole e più la forza degli irlandesi si radicherà. saluti da questa inarrivabile terra fatta di lotte di lacrime e di ricordi. 13 février osmosi di libertàCi sono stati uomini che hanno scritto pagine
Appunti di una vita dal valore inestimabile Insostituibili perché hanno denunciato il più corrotto dei sistemi troppo spesso ignorato Uomini o angeli mandati sulla terra per combattere una guerra di faide e di famiglie sparse come tante biglie su un isola di sangue che fra tante meraviglie fra limoni e fra conchiglie... massacra figli e figlie di una generazione costretta a non guardare a parlare a bassa voce a spegnere la luce a commentare in pace ogni pallottola nell'aria ogni cadavere in un fosso (....) Ci sono stati uomini che passo dopo passo hanno lasciato un segno con coraggio e con impegno con dedizione contro un'istituzione organizzata Ci sono stati uomini che sono morti giovani
Ma consapevoli che le loro idee Sarebbero rimaste nei secoli come parole iperbole Intatte e reali come piccoli miracoli Idee di uguaglianza idee di educazione Contro ogni uomo che eserciti oppressione
Contro ogni suo simile contro chi è più debole Contro chi sotterra la coscienza nel cemento . Mi domando perché quando vivi aspettando
un giorno passa lentamente come fosse un anno Mi domando perché non sono nato nel 50 Avrei saputo cosa fare io negli anni 70 Mi domando se sei mia oppure fai finta E se alla fine dei fatti essere onesti conta Mi domando se la storia è stata scritta dagli eroi O da qualcuno che pensava solamente ai cazzi suoi Mi domando perché mi fa schifo la mia faccia A volte si e a volte no Perché a volte voglio avere solo quello che non ho Mi domando soltanto perché Gesù Cristo è morto in croce per me Voglio sentirmi libero da questa onda Libero dalla convinzione che la terra è tonda Libero libero davvero non per fare il duro Libero libero dalla paura del futuro Libero perché ognuno è libero di andare Libero da una storia che è finita male E da uomo libero ricominciare Perché la libertà è sacra come il pane E’ sacra come il pane 26 janvier zibaldinoRieccoci qui, ancora una volta in preda ad uno di quei momenti di vacuità. La noia ti attanaglia lo stomaco e non sai davvero che pesci prendere. Penso sia capitato a chiunque, non mi ritengo particolarmente favorito dalle divinità per queste sensazioni. E come diceva il sommo Voltaire il modo migliore per diventare noiosi è raccontare tutto. Questo sono abituato a fare, sarà per questo che mi annoio.
Mio unico attuale desiderio è quello di lasciare questa vita monotona, non per fuggire, ma per investire un po' del mio tempo in qualcosa di davvero utile. Insomma per avere qualche esperienza da raccontare ad un tuo amico e perchè no pure a tuo figlio un giorno. La sapienza è, d'altronde, figlia dell'esperienza, e, per adesso, siamo a corto dell'una e dell'altra. Voglio, insomma, davvero vivere, molto difficile in tempi come questi; ovattati da una contingenza negativa. Non darò la colpa alla tv o alle veline. Nostra colpa. Ci adagiamo sulle nostre prerogative e abbandoniamo i sogni che avevamo fino a qualche tempo fa. Un vero peccato. Una vittoria mutilata. E il nemico di (quasi)tutti noi, Sir Time.
4 janvier città vuoteStamani, domenica mattina, operazioni di routine. Uscito dal culto, passeggiata mattutina in centro. Una calma e un silenzio da fare gola al più grande tempio buddista. C'è di più. L'aria era impregnata di quell'odore di legname bruciato tipico delle montagne appenniniche. La mente, come al suo solito, a correre dietro ai fantasmi dell'adolescenza. Ricordi lontani che ormai sembrano provenire dalla lettura serale prima di addormentarsi. Dura a 21 anni non riuscire a distinguere quali sensazioni e ricordi ti appartengano e quali no. Ad ogni modo come dicono le Sacre Scritture "Un minuto di pensiero vale più di un'ora di parole." Ebbene stamani ho raccolto i miei pensieri, incalanato ed aiutato dalla contingenza ambientale. Bello ritrovare cinque minuti per riflettere e respirare a pieni polmoni.
Volente o nolente, consapevole o inconsapevole, tornato a casa mi sono scontrato con un senso di colpa già nel suo stadio più evoluto.
" Quattro ragazzi palestinesi con il cappuccio della felpa Nike tirato sulla testa ripongono nel magazzino di Salah Eddin street le assi del banco che vende melograni davanti all'Al Hayat Medical Center, a Gerusalemme est. Sono le 18, la parte araba della Città Santa è buia e deserta. In terra ci sono patate ammaccate, gambi di sedano, cassette vuote, alcune pietre. «Sapevamo che i soldati israeliani avrebbero bloccato l'accesso alla moschea al Aqsa, gli abbiamo lanciato sassi, bottiglie, tutto quello che abbiamo trovato», ammette Mustafà, 20 anni, l'anziano del gruppo" (la Stampa)
Città vuote per diverso motivo, molto lontane. Quasi non si sfiorano neppure, il silenzio però è lo stesso...
25 décembre Green Street Hooligans13 décembre nataleBuonasera,
cosa non si farebbe per non studiare...pure aggiornare il blog lol
allora cosa raccontare? sul fronte studio si viaggia, ma se il mio cervellino piccolo piccolo si ostina a non memorizzare alcune cose i miei programmi salteranno. Dio ce ne scampi!
Mi sono preso una piccola pausa stasera, vedremo di uscire. Principalmente ci sono programmi in pentola che cercheremo di portare alla meta. Razionalizzare. Come ogni fine anno ognuno di noi fa dei progetti che, poi(ovviamente), non manterrà. Anzi. Peggiorerà nei suoi intenti.
1 Dare questi benedetti esami e partire per stendere la tesi in Irlanda ( non vedo l'ora di gustarmi di nuovo la verde terra, stavolta si parla di mesi yuppi=) e relativi sottopunti:
1bis : cambiare casa insoddisfacente
1tris: uccidere il curatore del museo di dublino che mi tartassa di domande personali
2 organizzare 'sta maledetta conferenza sull'Irlanda del nord a Livorno. Un'ardua impresa vista la complessità dell'argomento. Senza contare la sfuggevolezza degli ospiti( chi vuol capire capisca e raccolga il guanto lol). Mi affiderò a santa Fringuella haha stamo messi bene allora
3 considerare l'idea di godersi il natale con tutto ciò che comporta(pro et contra)
4 smettere di scrivere cazzate
Ma sono gentile, è quasi Natale(anche se gli esami incombono e più che la nascita del Cristo sembra l'Apocalisse) e vi lascio una canzone fantastica. Irish of course. E che i miei adepti conosceranno SICURAMENTE.
ah non mi prendete in giro il cantante sdentato perchè è Shane Mc Gowan, un mito...ah è stata pure censurata la canzone...ma daii!! Metto solo alcune strofe significative, la traduzione è di Flavio, tutti i diritti riservati loool
E' la sera di Natale bambola,
una puttana da buttare via p.s non rompete le balle con la traduzione(mi vedo già lisa che scassa) ho adattato la canzone allo spirito del natale ahahaha
20 novembre secoli di eresie nel nome di Dio
La riforma del 1517 di Lutero spazzò via migliaia di anni di eresie. Queste le principali invenzioni a tavolino della Chiesa cattolica, sulla quale nelle S scritture non c'è assolutamente nulla. 1. Tra tutte le invenzioni umane praticate dalla Chiesa Romana e contrarie al Vangelo, le più antiche sono la preghiera per i morti e il segno della Croce. Ambedue furono inventate verso l’anno 310. Furono ufficialmente adottate intorno al 500 dopo Cristo. 2. La venerazione di santi e morti e di angeli, verso l’anno 375. 17. Il digiuno in giorno di venerdì e durante la Quaresima venne imposto ufficialmente nell’anno 998. 30. La dottrina del Purgatorio fu considerata come dogma nel Concilio di Firenze, nell’anno 1439. La Chiesa Romana dice che non cambia mai, eppure non ha fatto altro che inventare nuove dottrine contrarie alla Bibbia, e praticare riti e cerimonie prese dal paganesimo. tratto da Per essere verace, una dottrina deve essere conforme alla Parola di Dio. 2006:Joseph Ratzinger, eletto papa e vicario di Cristo in terra, nega il perdono e il funerale a Piergiorgio Welby. Spero che Dio abbia pietà di voi, come voi ne avete avuta per Welby. « Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l’amico che ti delude. [...] Purtroppo ciò che mi è rimasto non è più vita, è solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche. »P.Welby
29 octobre eire ottobre 2008Ancora una volta con il cuore spezzato,ieri sera non sarei riuscito a scrivere nulla...torno dalla settimana in irlanda con una volontà e una consapevolezza tale da far spavento perfino a me stesso che a determinazione stavo già messo bene. Ne avrei di scelta tra tutte le informazioni banali che potrei scrivere:sulla bellezza dei paesaggi e delle città,sulla complicità degli irlandesi.La difficoltà sta nel descrivere la sensazione che ho provato tornando a livorno.Non la stessa emozione di chi torna a casa,ma di chi la lascia per sempre.Avrei avuto la possibilità di trovare lavoro e casa,ma ho buttato via tutto seguendo la razionalità come al mio solito.Dovevo restare e sono già pentito.C'è tempo per rifarsi,ma la nostalgia e l'amarezza è tanta,troppa per una vacanza.Probabilmente dopo mesi al nord anche più ostico la odierebbe,ma sento dentro di me che è una cosa da fare;partire,rivedere gli amici irlandesi,vivere in irlanda. Camminare per le strade di belfast era un po come girovagare nella città in cui avresti davvero voluto vivere quando fantasticavi da piccolo.Non posso aggiungere altro che le parole possano esprimere,tranne che mi manca tutto e tutti;dagli amici italiani a quelli irlandesi.Sono molto soddisfatto dei miei compagni di viaggio che si sono rivelati meglio di qualsiasi aspettativa(anche se lo scherzo non lo perdono),ma soprattutto ringrazio gli amici irlandesi e italiani a Dublin ossia Davey & Brian che come al solito sono stati dei pazzi scatenati,gli italiani Antonio(anche se i killers alla fine non si sono sentiti) & Cesare e i nuovi acquisti del nord ossia Davide e Lisa e Nicoletta e i suoi amici che mi hanno donato(probabilmente senza volerlo) una visione di belfast che me ne ha fatto innamorare ancora di più se era possibile... 18 octobre belfast Con così tanta gente addormentata, Belfast sembra una camera con la luce spenta. La città palpita, si muove su e giù, a ritmo di musica, come se respirasse. Le strade addormentate sono pervase da un senso di libertà, le vetrine dei negozi e i marciapiedi illuminati di South Belfast sono deserti e silenziosi. Vicino a Hope Street un bevitore solitario avanza barcollando. In una casetta a Moyard Street una ragazza mora perlustra la strada in ciabatte alla ricerca del suo gatto. Ogni angolo è lo scenario di un piccolo evento: in Cedar Avenue, Arizona Street, Sixth Street ed Electric Street gli agenti del RUC controllano non si sa che, fermano le poche macchine che passano, esaminano i documenti e chiedono conferma dei dati via radio. Cedar Avenue, passo. Sotto i lampioni, su ogni muro, spiccano le scritte IRA, INLA, UVF, UFF, OAG. E’ una specie di diario: in una calligrafia sgangherata i muri, crepati e sbiaditi, raccontano le vicende e gli odi della città. Qui a terre a guerre, sembrano dire. Manifesti e volantini sventolano in mille direzioni diverse annunciando concerti, incontri religiosi, rappresentazioni teatrali, svendite e altri incontri religiosi. In Brunswick Street una lacera locandina arancione invita a una serata nella Cattedrale discoteca viaggiante del Reverendo Ramsden. E’ gradito l’abito da sera. Ingresso vietato ai cattolici. Qua e là, accanto a una finestra o in cima a una torretta, sventola una bandiera: migliaia di stendardi, ma solo cinque colori: verde, bianco, oro, rosso e blu. I due tricolori della discordia. Sparsi in tutta la città, sui marciapiedi, davanti ai portoni o tra le aste delle inferriate, ci sono mazzi di fiori. In ogni angolo di strada, avvolti in carta trasparente, piccoli giardini artificiali, fiori ancora freschi dai colori vivaci, oppure avvizziti e spenti. Ogni passeggiata in città è cadenzata dal susseguirsi di quei mazzi posati dagli abitanti di Belfast là dove sono stati uccisi i loro concittadini. Quando i petali sono ormai secchi, ci si domanda chi sia morto in quel punto e non si riesce mai a ricordarlo. E’ solo in piena notte, dall’alto, che la città sembra un insieme organico, un tutto unico. Quando i suoi abitanti dormono, il disordine diurno si ricompone e, per lo meno, geograficamente, la città appare un’entità compatta. Potrete scorgere allora gli anelli di nero basalto che l’abbracciano, i monti, le colline e le distese pianeggianti e vedere nella grande baia ai piedi della metropoli il mare scuro che ne irrora il cuore. Vi accorgerete che è, letteralmente, una discarica, un terrapieno, uno scosceso arenile. Il suo nucleo si erge su una piana che due secoli fa non esisteva. Cumuli di terra furono scaricati in mare e lì sopra sorse Belfast. I suoi abitanti dicono che sia emersa dalle acque come per miracolo, ma la realtà è che quando fu scagliata in mare, non affondò. Belfast ha più colli di Roma. E’ un’Atlantide che affiora dal mare. E da qualsiasi punto la osserviate, in qualsiasi direzione guardiate, le strade luccicano come pietre preziose, come collane di stelle. C’è chi dice che sia una città di 279.000 abitanti, 130.000 uomini e 149.000 donne, ammassati in 11.489 ettari. C’è chi dice, invece, che vi abitino mezzo milione di anime, considerando anche la periferia, Greter Belfast. Due cattedrali, banchine di scarico, un porto e un gran su e giù di strade: una città su un’accidentata lingua di terra a livello del mare. Qualunque siano le sue dimensioni, è un luogo magico. Questa notte le strade odorano di vecchio e di fatica. L’aria gronda di rimpianti e di desideri. Il tempo non si ferma mai. La città sente il peso degli anni. Per quanto incantata e sfavillante, Belfast parla chiaro. Le bandiere, le scritte sui muri e i fiori sui marciapiedi parlano chiaro. E’ una città in cui la gente è pronta ad uccidere e a morire per pochi brandelli di stoffa colorata. Questo si aspettano i due popoli che l’abitano, divisi da quattro, o otto, secoli di differenze religiose e civili. Un’assurdità, un rompicapo che avvelena il sangue, una spirale senza fine che impedisce ogni cambiamento. A notte fonda, però, la fresca brezza che attraversa Belfast sussurra che l’odio è come Dio: non lo potete vedere, ma se combattete in suo nome e credete ciecamente in lui, riscalderà le vostre notti. Se volgete lo sguardo sulla città (i vostri occhi devono, come i nostri, essere democratici osservatori e imparziali testimoni della realtà), vedere chiaramente che c’è davvero qualcosa che divide i suoi abitanti: qualcuno questo qualcosa lo chiama religione, altri politica ma è solo il denaro il vero motivo di differenza e discordia. Ci potete scommettere, e non perderete il vostro denaro. Vedrete strade immerse nel verde e strade soffocate dal cemento: immaginatevi vite immerse nel verde e vite soffocate dal cemento. Nei quartieri ricchi e nei sobborghi senza un centimetro quadrato di erba, i vostri occhi scorgeranno la verità. Le cicatrici e i segni della violenza non sono visibili ovunque. Molti se la passano bene, molti prosperano, ma molti altri soffocano. Belfast è una città a cui è stato strappato il cuore. Una città di cantieri navali, fabbriche del lino e corderie in cui oggi non costruiscono più navi, non si produce più sartiame e non si lavora più il lino. Una città non può sopravvivere se non sa dove sbattere la testa. Ma di notte, in mille modi diversi, è la prova dell’esistenza di Dio. Sembra il centro dell’universo. E’ spesso sui teleschermi, ma pochi turisti la visitano. Hope, Chapel, Chichester e Chief Street sono attraversate dalle tracce viventi delle migliaia di morti che hanno impregnato i marciapiedi, i mattoni, le porte e i giardini di Belfast. Gli abitanti di questa città vivono in un mondo andato in frantumi, ma ancora affascinante. Dovreste fermarvi una notte in Cable Street, e mentre il vento vi sferza il viso, ascoltare immobili, in estasi, la voce di un passato sconosciuto. Allora, non riuscireste più a staccarvi questa città di dosso. In centro e nei quartieri popolari, le strade, come luci nella casa dei vicini, raccontano di gesti, desideri, sofferenze e ricordi. L’intera superficie della città pullula di vita. Il terreno è reso fertile dalle ossa dei suoi innumerevoli morti. La città è uno scrigno di storie e di racconti presenti, passati e futuri. E’ un romanzo. La città è un semplice conglomerato di persone, e al contempo complesso distillato geografico ed emotivo di una nazione. Non è la dimensione di un luogo che ne fa una città, né la velocità dei suoi abitanti o la foggia dei loro abiti, il frastuono delle loro voci. Ma soprattutto la città è un crocevia di storie. Gli uomini e le donne che vi abitano sono racconti affascinanti, infinitamente complessi. Anche la persona più noiosa e ordinaria è un racconto che non teme il confronto con la trama più bella e più ricca di Tolstoj. E’ impossibile rendere la grandezza e l’incanto di un’ora nella giornata di un qualunque abitante di Belfast. Nelle città le storie si incrociano e si intersecano, i racconti si incontrano, si scontrano, si fondono e si trasfondono in una Babele di narrazioni. E alla fine, dopo generazioni e generazioni, e centinaia di migliaia di persone, la città stessa comincia ad assorbire quei racconti come una spugna, come una carta assorbente. Il passato e il presente vi sono iscritti, a inconsapevole e integrale testimonianza. Talvolta, a notte fonda, quando quasi tutti dormono come in questo momento, la città sembra fermarsi, tirare un sospiro ed effondere quei racconti, che evaporano come calore assorbito dalla terra d’estate. Se in un momento simile vi trovate in mezzo alla strada e per qualche incredibile istante non passa una macchina e il rumore del traffico si affievolisce, e voi vi guardate intorno contemplando i marciapiedi, i lampioni e le finestre e ascoltate con attenzione, potrete sentire i sussurri dei fantasmi di quelle storie. C’è qualcosa di magico in istanti simili, qualcosa di prodigioso e impalpabile che svanisce in fretta. Vi sentirete in presenza di qualcosa di più grande di voi. Girando un poco lo sguardo lungo il perimetro del vostro campo visivo, vedrete strade ed edifici in cui palpitano centinaia di migliaia, un milione, dieci milioni di storie oscure, tanto intense e intricate quanto la vostra. Non c’è nulla di più divino. E i sonnecchianti mormorii di mezzo milione di persone si uniranno in una musica sublime. Se riuscirete a sentirla, vi toccherà il cuore. Una città deserta alle quattro del mattino può raccontare tutto quanto si può imparare su questa terra. Notti simili e simili città sono il centro, il fulcro, il cardine attorno al quale ruota la nostra vita. Le città, immerse nel sonno come i loro abitanti, attendono lo sviluppo degli eventi e la ripresa delle storie sospese, che presto ripartiranno e si rimetteranno in moto. E mentre gli angoli dell’oscurità cominciano ad arricciarsi, la città addormentata si muove e si agita nel sonno. Presto si sveglierà. In questa città, come in ogni altra, ogni mattina la gente si sveglia e indossa la corazza per affrontare la lotta quotidiana. In tutte le piccole case di questa piccola città, uomini e donne si affacciano alla finestra a guardare Belfast all’alba, preparandosi alla battaglia che si svolgerà
10 octobre 32csm...intervista a saoirsePosto l'intervista fatta a Saoirse Harte,mia grandissima amica e ancora più grande repubblicana;tratta da Rinascita.it
Repressione, arresti, settarismo, discriminazione. Parole che, a sentire i quotidiani embedded di mezzo mondo, non sarebbero altro che un ricordo per l’Irlanda del nord e soprattutto per i nazionalisti irlandesi. Purtroppo però non è così. La tensione è all’ordine del giorno e l’Irlanda, sia quella del nord sia quella del sud, è tutto tranne che pacificata. Non c’è solo lo Sinn Fein nell’Isola Verde. Non c’è solo la pace “patinata” del governo di Stormont firmata con gli inglesi. Ci sono anche movimenti e partiti politici che non ancora oggi lottano per l’indipendenza e l’unità irlandese, senza più la presenza di Londra.
Proprio in queste ore in Irlanda si sta vivendo un momento drammatico. Un prigioniero repubblicano, detenuto in un carcere di Dublino, sta rischiando l’amputazione di un piede e forse anche peggio solo perché le autorità irlandesi gli negano la possibilità di farsi visitare e aiutare da un esperto in una struttura esterna. Di questa storia e del movimento repubblicano ne abbiamo voluto parlare con Saoirse Harte, il portavoce in Italia del movimento 32 County Sovereignty Movement (32Csm, il movimento per la sovranità delle 32 contee irlandesi unite). Per prima cosa parliamo di Aidan Hulme, il prigioniero irlandese che in questo momento in pericolo di vita nella prigione di Portlaoise. R. Aidan è stato arrestato e incarcerato in Inghilterra nel 2003 per la bomba alla Bbc di Londra nel marzo 2001 insieme ad altri due ragazzi. Va subito detto che non ci sono prove dirette sulla sua colpevolezza, ma al massimo è stato dimostrata solo l’appartenenza a un gruppo politico. A quel punto ci siamo subito mobilitati con manifestazioni e proteste per riportare i tre ragazzi in Irlanda, visto che come cittadini europei hanno il diritto di essere spostati nel carcere più vicino a casa per facilitare le visite e i colloqui con i familiari. Dei tre, solo Aidan e un altro sono riusciti a tornare sull’Isola Verde nel 2006. Aidan però stava già male quando era stato portato in carcere nel Regno Unito? R. Sì, aveva fatto un brutto incidente in moto prima di essere arrestato e nel carcere inglese gli è stato negato un aiuto medico. E proprio per questo nel 2004 abbiamo protestato contro la negligenza dei medici inglesi. Quel che è peggio è che, una volta tornato in Irlanda, anche qui non lo hanno aiutato in alcun modo. Quando si è aggrava la situazione? R. A febbraio di quest’anno la vicenda è diventata sempre più allarmante. Durante una visita medica, hanno trovato le dita del piede della gamba malata di Aidan che erano diventate nere e si teme si tratti di cancrena. Il medico ha chiesto al direttore della prigione di far visitare Aidan da uno specialista. Il direttore ha fatto sapere che il caso avrebbe avuto la massima priorità, ma ancora nessun provvedimento è stato preso. Aidan sta assumendo attualmente ventuno pillole al giorno per il dolore e si è reso necessario anche l’utilizzo di morfina. Il suo colorito è diventato giallognolo, sintomo di un danno al fegato come conseguenza di un massiccio dosaggio dei farmaci. Attualmente è costretto a letto ventiquattro ore al giorno, 7 giorni alla settimana. Questa assurda situazione sembra molto simile al trattamento che ha subito Kevin Murray. R. Esattamente. Kevin era un prigioniero dello stesso penitenziario arrestato per motivi politici. Aveva continui mal di testa, non stava bene, chiedeva di un medico e gli veniva sistematicamente negato. Quando gli è stato permesso di vedere un medico, è stato portato in un ospedale esterno per farlo morire perché gli è stato diagnosticato un tumore al cervello. Forse la sua fine era segnata, ma doveva avere le giuste cure mediche. Era il 2001. Nessuno ha pagato per quel fatto. Dopo sette anni ci troviamo davanti a una situazione molto simile, Aidan rischia la vita e sembra che a nessuno importi nulla. I repubblicani vengono trattati come cittadini di serie B dal governo irlandese. Parlaci del vostro movimento il 32Csm. R. Non siamo un partito politico, ma un movimento perché non ci presentiamo alle elezioni, non riconoscendole come valide e ufficiali. Lottiamo per un’Irlanda che sia libera e sovrana. I nostri obiettivi sono la sovranità nazionale irlandese, l’unità e la promozione dell’ideale rivoluzionario del repubblicanismo. Inoltre chiediamo l’immediato rilascio di tutti i prigionieri irlandesi nel mondo (sono presenti soprattutto negli Usa e in Inghilterra). Negli Stati uniti per esempio c’è un prigioniero che aspetta da 25 anni di ritornare a casa. Quando è nato? R. La maggior parte dei nostri membri storici erano all’interno del Sinn Fein in un comitato che si chiamava 32Csc. Nel 1997, sugli accordi di pace con gli inglesi, il partito si è spaccato. E il 7 dicembre di quell’anno si è tenuta una riunione degli attivisti che hanno lasciato il partito di Gerry Adams a causa della svendita all’Inghilterra per il trattato con gli inglesi. L’anno dopo, nel ‘98, abbiamo presentato un ricorso legale all’Onu per non riconoscere le elezioni del Nord, visto che gli inglesi non avevano alcun diritto di organizzarle. Il 32Csm è presente in tutta l’Isola Verde? R. Sì, il movimento è presente in tutta l’Irlanda con attivisti e militanza. Siamo anche in Inghilterra e in Italia(aleeeeeee) come gruppi di pressione internazionale. Oltre alla causa repubblicana, lavoriamo molto nel sociale e ci battiamo contro la droga e contro gli spacciatori. Ovviamente ci siamo anche battuti contro la costituzione europea. Qual è la situazione di tutti i giorni? R. Nel Nord come nel Sud è una situazione molto dura. Al Nord la polizia continua a usare gli stessi metodi e con il governo biconfessionale non è cambiato proprio nulla. Proprio per questo in molti stanno abbandonando lo Sinn Fein che è sempre più lontano dalla gente. I Repubblicani si stanno allontanando dallo Sinn Fein che sembra solo interessato a esser parte di un governo straniero in Irlanda. C’è ancora l’ “internment by remand” cioè quando gli attivisti repubblicani vengono arrestati e messi in galera per molto tempo senza alcuna prova tranne quella delle parola della polizia. Tutto questo al momento è un grave pericolo per noi. Per non parlare poi dell’uso dello Special Criminal Court, un tribunale che è contro i diritti umani come ribadito dall’Unione europea e per il quale il governo irlandese viene multato 10.000 euro per ogni seduta. Va detto che il governo irlandese paga questa cifra in anticipo, strano pagare una multa in anticipo vero? Infine, avete anche un raggruppamento di tutte le posizioni radicali per l’indipendenza? R. Sì, è stato formato l'Rnu (Republican network for unity), un raggruppamento dove siamo presenti noi, le associazioni dei prigionieri politici, l'Irsp (Irish republican socialist party) e alcuni repubblicani indipendenti. In poche parole, tutti quelli che non hanno accettato la svendita agli inglesi e che continuano la resistenza. Ps:che dire?ottima intervista 11 septembre Anois ar theacht an tsamhraidhTorno molto più soddisfatto delle ultime volte dall'Irlanda.Finalmente,ospitato da amici irish,sono riuscito a capire quanto valesse quel popolo.Sono riuscito a capire pure quanto poco inglese sappia.Comunque sia finalmente davanti a me(e non solo su msn) veri repubblicani che spero mi terrò stretto per i prossimi anni.Sono riuscito a capire quanto sia reale una situazione che studio da mesi sui libri e su internet.Conoscere l'ira.Stupenda esperienza,che spero di ripetere presto...se devo essere sincero però sono rimasto deluso dall'indifferenza totale che il popolo irlandese mostra verso le 6 contee abbandonate agli inglesi,speravo che,al contrario degli italiani,mostrassero un minimo interesse verso la propria nazione.Meno male ci sono ancora foto come queste con i bonfires con i simboli inglesi pronti a bruciare che ci tirano su di morale Oro, Se Do Bheatha 'Bhaile (but my home is Ireland)
22 juillet ...Come scriveva Cesare Pavese:
(...)E io gli chiesi perchè prima teneva gli occhi chiusi mentre lo guardavo e le donne parlavano. Subito li richiuse, d'istinto, e negò di averlo fatto. Mi misi a ridere e gli dissi che facevo anch'io questo gioco quand'ero ragazzo - così vedevo solamente le cose che volevo e quando poi riaprivo gli occhi mi divertivo a ritrovare le cose com'erano.
A me è capitato spesso di chiudere gli occhi per cercare di vedere tutto sotto un altro aspetto,ma restava tutto com'era.La gente è cambiata.
Il mondo accelera su tutto e nulla rimane indenne da questa folle corsa.C'era una volta un mondo che combatteva per degli ideali,ragazzi che si facevano arrestare per qualcosa in cui credevano.Lotte studentesche.Lotte per essere migliori.Oggi si parla di Berlusconi solo per fare quattro chiacchiere sotto il bar dei pancaldi.Nessuno è pronto a rischiare sè stesso.Me compreso.Che punti di riferimento sono rimasti?
Non sono un bacchettone,mi sento un po una pecora nera nella società di oggi;non me ne vergogno.
Il mondo è cambiato. Lo sento nell'acqua, lo sento nella terra, lo avverto nell'aria. Molto di ciò che era si é perduto, perché ora non vive nessuno che lo ricorda e
alcune cose che non avrebbero dovuto essere dimenticate andarono perdute. La storia divenne leggenda, la leggenda divenne mito.
(Lotr)
20 juin bentornata opposizioneFONTE ANSA del 20/6
ROMA - "Non ci siamo, onorevole Berlusconi. Oggi siamo noi a dirlo, in autunno sarà una larga parte degli italiani che noi chiameremo a raccolta per un'azione di protesta e di proposta in tutto il Paese e culminerà con una grande manifestazione nazionale". Il Pd cambia linea nell'opposizione e il segretario Walter Veltroni annuncia dal palco dell'assemblea nazionale la prima manifestazione di protesta.
BERLUSCONI FA PREVALERE INTERESSE PRIVATO, FAREMO UN'OPPOSIZIONE INTRANSIGENTE- Silvio Berlusconi "é incapace di distinguere l'interesse privato da quello pubblico". Lo ha detto Walter Veltroni nella relazione che ha aperto l'assemblea del Pd, durante la quale si è detto "indignato ma non sorpreso" per l'emendamento 'salva premier'. Veltroni ha parlato di "anomalia della destra italiana che si affida ad un solo uomo" e che è "il sintomo della debolezza della politica". I precedenti governi Berlusconi e questo "deludente inizio di legislatura" dimostrano che "la speranza degli italiana di una supplenza personale dei poteri pubblici è illusoria", perché il premier fa prevalere "gli interessi particolari a quelli pubblici".
Faremo un'opposizione intransigente contro il ritorno di conflitti istituzionali e leggi ad personam", continua Veltroni.
DELLA SERIE:"MEGLIO TARDI CHE MAI..." 2 juin Mairead Farrell
Mairéad Farrell was shot dead by undercover British operatives along with Daniel McCann and Sean Savage while they walked along Winston Churchill Avenue in Gibralter on 6th March 1988. She was 31 years old.
Do not stand at my grave and weep, I am not there I do not sleep, Do not stand at my grave and cry, When Ireland lives I do not die.
A woman's place is not at home, The fight for freedom it still goes on, I took up my gun until freedoms day, I pledged to fight for the I.R.A.
In Armagh jail I served my time, Strip searches were a British crime, Degraded me but they could not see, I'd suffer this to see Ireland free.
Gibraltar was the place I died, McCann and Savage were by my side, I heard the order so loud and shrill, Of Thatchers voice, said shoot to kill.
So do not stand at my grave, I am not there I do not sleep, Do not stand and my grave and cry, When Ireland lives I do not die.
4 mai 5/5/1981Bobby è un ragazzo come noi,gli stessi problemi,gli stessi amori,gli stessi pensieri;se non fosse che è nato a Belfast.E' uno di quei ragazzi che ha sempre avuto voglia di lavorare e di diventare qualcuno in una città che offriva poco.Ma la storia sarebbe stata diversa,i cartelli nei negozi."non si assumono cattolici e repubblicani"erano eloquenti.I sogni di un ragazzo appena diciottene infranti in un attimo.
Conobbi Bobbyper caso,uno di quei casi in cui ti domandi se la mano in quel momento è stata guidata da qualcuno.Un piccolo libro,scritto su carta riciclata;uno dei tanti libri sulla mia amata Erin,la terra d'Irlanda.Si è rivelato diverso."Un giorno della mia vita"è il diario di un ragazzo,in carcere solo per il SOSPETTO di appartenere all'IRA e per il possesso di un arma,in un paese dove non avere una pistola equivaleva a morire per strada.Un diario scritto su carta igienica e fatto uscire dal carcere in clandestinità sotto lo pseudonimo di Marcella.Erano parole di Bobby,un ragazzo che avrebbe voluto solo una vita tranquilla e che invece si ritrovò a farsi morire di fame.
I detenuti facevano cinque richieste, che divennero famose come "Five demands":
Non erano stupratori,assassini o ladri...erano combattenti per la giustizia e per la libertà del loro popolo e come tale dovevan essere riconosciuti. Tre settimane dopo, Bobby morì d’inedia nell’ospedale della prigione dopo 66 giorni di sciopero della fame.
Era il cinque maggio 1981. Domani cinque maggio 2008.
Non molto è cambiato in Irlanda del nord.Alcuni ricordano ancora il sacrificio di Bobby Sands,altri,troppi,se ne sono dimenticati.La politica ha preso il posto della guerriglia.Ma il suo esempio sopravvive in me,è impresso sulla mia pelle;ogni volta che mi compiango sfotunato penso a Bobby,un semplice ragazzo che diventò eroe.E mi sento una nullità.
Tiocfaidh àr là...il nostro giorno verrà.
26 avril Livornesità...Il VERNACOLO livornese è fondamentalmente una variante del toscano nord-occidentale (parlato anche nelle province di Pisa e Lucca), ma se ne discosta per certi tratti tipici della pronuncia, i più appariscenti dei quali sono alcune vocali molto aperte e la /k/ singola intervocalica che viene completamente elisa (e non soltanto aspirata, come accade nella maggior parte delle parlate toscane), mentre quella doppia rimane tale. Per esempio la frase "la mia casa" diviene la mi' 'asa, mentre invece la frase "vado a casa" rimane tale perché nella pronuncia italiana la "c" è raddoppiata (vado a ccasa); anche in una frase come "Il cane abbaia" la "c" rimane integra perché non è intervocalica. Del tutto peculiare è anche la frequente interiezione "dé", da non confondere col "deh" esortativo italiano, ormai desueto. Al contrario, il "dé" livornese è praticamente onnipresente, e può assumere un vasto spettro di significati, spesso decodificabili solo mediante l'intonazione. Assieme al "dé" spesso troviamo il termine "boia", che viene usato come esclamazione ("Boiadé"). Inoltre, il lessico contiene tracce (vocaboli e locuzioni) di alcune delle numerose lingue parlate dalle comunità ospitate da Livorno attraverso i secoli: ad esempio talvolta i piedi vengono detti "le fétte" parafrasando alla buona il vocabolo inglese "feet", tale iterpretazione deriva dal periodo della seconda guerra mondiale, in quanto i soldati americani presenti a Livorno utilizzavano l'inglese per parlare con i livornesi, conoscendo solo poche parole di italiano. Ad esempio, per dire "Hai i piedi grandi" si può sentir dire "Ciai dù fètte paiono zattere". E a tal proposito, la grafia livornese corretta "ci hai" e "ci hanno" sarà sempre "ciai" (pron. ciài) e "cianno" (pron. ciànno), mai l'orribile "c'hai", che equivale foneticamente a "kai"...Altra particolarità, stavolta retorica, è l'uso di una forma di ironia che consiste nell'uso di locuzioni iperboliche con una determinata intonazione, per significare l'esatto opposto: ad esempio, "e sei parigino!", per intendere che l'interlocutore è tutt'altro che proveniente da Parigi (città dell'eleganza e del buon gusto per Antonomasia). Grande rappresentanza del vernacolo livornese viene data anche dal Vernacoliere, mensile di satira politica/sociale diretto dal Cardinali, che include varie rubriche di attualità, vignette, fumetti, posta dei lettori tutte (o quasi) rigorosamente in vernacolo livornese. Il mensile non solo è apprezzato e diffuso a livello locale, ma è seguito da appassionati del genere in tutta Italia.
Alcuni proverbi dalle nostre parti: -Botta botta, fio secco! -A un livornese ci vole cento lire pe' fallo 'omincià e mille pe' fallo smette -Alli zoppi pedate nelli stinchi -Chi ha potta ha pane chi ha cazzo more di fame. -Chi lavora e si strapazza malidetta la su razza -Fai onco ai ba'i ce'i -Fritta è bona anco 'na ciabatta! -Hai preso 'na popò di fiammata (rossata)! -Hai caàto fori dar vaso -Mi pai quello che mi caò sull'uscio e poi la rivoleva -Ni fa come ir cazzo alle vecchie. -Sei simpati'o come un gatto attaccato a 'oglioni -Voglia di lavora' sartami addosso, ma fammi lavora' meno 'e posso
A leggere qui sembra di essere persone serie...
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